LO YOGA
   
PRATICARE LO YOGA
 
 
 
 

Lo Yoga

Quale punto di partenza?

Con un sorriso compiaciuto sulle labbra e allo stesso momento che parla del tempo che passa, “tanto tempo fa” quando cominciai la pratica dello yoga, anni settanta, poteva succedere che un praticante di yoga venisse etichettato come anticonformista o più elegantemente “con disagi esistenziali” o, senza giudizi con connotazioni politiche e religiose, si era considerati “strani”

Attualmente mi attrae ancora il sentore di quel possibile giudizio e mi piace conservare e condividere il senso del coraggio che è necessario per sovvertire un condizionamento, se serve, o per esplorare dimensioni profonde e per mettersi in gioco in modo nuovo.

Lo Yoga è un'esperienza sensoriale e come tale è colorata di sensualità; è un'esperienza che passa attraverso la carne e il sangue e non solo attraverso il cervello.

L'esperienza sul campo, come insegnante, mi permette di osservare che le motivazioni pratiche relative alla ricerca della “ salutenella globalità, sono le più ricorrenti ad indurre la scelta della pratica dello Yoga.

Del resto lo Yoga si occupa della complessità della struttura uomo con le sue fragilità, debolezze, forze e le potenzialità.

Il punto di partenza che considera la ricerca della salutecome sinonimo della felicità non è di poco conto.

Così non si tratta solo di eliminare il male di schiena o il disturbo digestivo e così via, tutte cose in sé già interessanti e doverose, si tratta di spingere l'indagine in quella zona psicologica fatta di tendenze, di propensioniche guidano e ci indirizzano nelle scelte.

Ognuno di noi la possiede ed è diversa da persona a persona perché è diversa la storia di ciascuno.

Del resto se si riflette sul contenuto delle maggiori tradizioni, dei miti dell'alchimia, tutti sembrano alludere a qualcosa di prezioso da rinvenire o addirittura da trovare.

E' una preziosità che trasuda di sacralità, di conflitti, di amore, di sofferenza, di passioni e di felicità.

Mi piace riprendere ora il termine coraggionel senso latino di animoe con la stessa radice di cuore come sede del coraggio. Credo sia necessario ai giorni nostri tenere presente queste colorazioni di significato per riconoscere che, se da un certo punto di vista la modernità è attraente perché ha migliorato la qualità della nostra vita, dall'altro tale attrazione ha richiesto al tempo stesso un pedaggio oneroso da pagare; ci può essere il rischio di perdere il senso di identità, il sentimento di appartenenza, “il riconoscersi”.

Grande e coraggioso potrebbe essere lo sforzo per conservare “l'unità”, per restare in quella zona felice simile ad uno “stato di grazia” senza laceranti illusioni. Il ricorso ai simboli, alla loro forza evocativa, ai miti e alle antiche saggezze, è secondo me lecito per raggiungere l'obiettivo.

Silvia Caleffi

 

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